XXIV Congresso storico internazionale della Fondazione «Centro italiano di studi sull'alto medioevo»
Potere, territorio e sfruttamento delle risorse agrarie al tempo dell'incoronazione di re Ugo (926). L'osservatorio dell'Oltrepò pavese
Gli anni del regno di Ugo di Provenza (926-947) rappresentano una fase decisiva e ancora controversa della storia del potere in Italia. A lungo interpretato soprattutto attraverso il racconto ostile di Liutprando di Cremona e attraverso le vicende personali del sovrano, quel periodo appare oggi come un osservatorio privilegiato per comprendere il funzionamento del Regnum Italicum nel pieno X secolo: i rapporti fra la corona e le aristocrazie, il ruolo dei vescovi e dei monasteri, l’organizzazione della giustizia, le forme della documentazione e il controllo concreto dei territori e delle loro risorse.
Giunto in Italia dalla Provenza e incoronato re a Pavia nel 926, Ugo si trovò a governare un regno attraversato da reti politiche e familiari che oltrepassavano le Alpi e collegavano aree molto diverse della penisola. La sua autorità non si esercitava uniformemente: dipendeva da alleanze, compromessi e resistenze, dal rapporto con le province ecclesiastiche e le abbazie regie, dalla capacità di intervenire negli assetti locali e di rappresentare la regalità attraverso diplomi, immagini e testi. Per comprendere questi processi non basta dunque osservare la corte o seguire la biografia del sovrano. Occorre interrogare i luoghi nei quali il potere prendeva forma, si negoziava e diventava visibile.
Il XXIV Congresso internazionale di studio prosegue così, quasi come un secondo capitolo, la ricerca avviata con il Congresso dedicato a Berengario I, i cui atti sono già disponibili a stampa. Dal cuore gardesano del regno berengariano lo sguardo si sposta ora verso l’Oltrepò pavese, assunto come osservatorio territoriale dell’Italia di Ugo. Il passaggio da un sovrano all’altro permette di seguire permanenze e trasformazioni del Regnum Italicum: cambiano gli equilibri dinastici e politici, ma restano centrali il radicamento territoriale del potere, le relazioni fra le élite e la gestione delle risorse.
Dopo la relazione inaugurale di François Bougard – che si terrà venerdì 2 ottobre al Teatro Dardano di Montù Beccaria e porrà a confronto i regni a nord e a sud delle Alpi – i lavori proseguiranno dal pomeriggio a Golferenzo, presso il Borgo dei Gatti, fino a domenica 4 ottobre. Il Congresso affronterà in modo tematico i diversi aspetti del regno di Ugo: le forme della regalità e della sua autorappresentazione; il confronto con gli altri regni post-carolingi; i vescovi, i monasteri e le province ecclesiastiche; l’amministrazione della giustizia; la produzione dei diplomi regi; le reti politiche e aristocratiche; il ruolo delle donne; gli assetti insediativi e l’organizzazione del territorio; la gestione fondiaria, il paesaggio e la viticoltura; le testimonianze artistiche e librarie del X secolo. Fonti documentarie, testi storiografici, cultura materiale e paesaggio saranno messi in relazione per ricostruire non soltanto il governo di un re, ma il funzionamento concreto del regno.
L’organizzazione del Congresso è resa possibile dalla collaborazione e dal contributo dell’Associazione culturale Super Fluvio Padi, del Borgo dei Gatti, del Lions Club Le Vigne di Montú Beccaria e del Rotary Club Oltrepò – Distretto 2050. Il loro coinvolgimento conferma il legame fra il progetto scientifico del CISAM e il territorio assunto come osservatorio storico: non semplice sede dell’incontro, ma parte integrante delle domande da cui nasce la ricerca.
L’incontro conferma il metodo che accompagna i Congressi internazionali del CISAM fin dal primo, organizzato nel 1951: scegliere un territorio storicamente significativo e farne il punto di osservazione per questioni di portata più ampia. Il XXIV Congresso si colloca accanto alle Settimane di studio di Spoleto, giunte nel 2026 alla settantatreesima edizione e organizzate annualmente, senza interruzioni, dal 1952.
La partecipazione è aperta a tutti gli studiosi e agli interessati. I lavori si svolgeranno tra Montù Beccaria e Golferenzo dal 2 al 4 ottobre 2026. Il programma completo e le informazioni sul Congresso sono disponibili sul sito della Fondazione CISAM. Per comunicazioni e informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria della Fondazione all’indirizzo segreteria@cisam.org.
