Ovidio Capitani – Biografia

S. XXXVI (1988), Ovidio Capitani

Ovidio Capitani

1930-2012

ORIENTAMENTI E TEMATICHE DELLA STORIOGRAFIA DI OVIDIO CAPITANI – Introduzione

Il convegno ORIENTAMENTI E TEMATICHE DELLA STORIOGRAFIA DI OVIDIO CAPITANI (Bologna, 15-17 marzo 2013) ha certamente finalità di carattere culturale implicite del resto in ogni convegno di studio, ma trova sostanzialmente le sue motivazioni basilari e per ciò stesso prioritarie in assoluto in un’altra istanza intesa a ricordare e rendere il dovuto omaggio a un grande storico, un insostituibile medievista: Ovidio Capitani scomparso, purtroppo, il 17 marzo del 2012. Uno storico, occorre aggiungere, dalla personalità complessa, portatrice sì di un ragguardevole bagaglio culturale, come ho già detto in altra circostanza 1, ma anche di un temperamento fortemente voliti- vo, estremamente complesso ed enigmatico, aspetti che ne facevano di certo un personaggio non comune e, come tale, indimenticabile.
Nato al Cairo (Egitto) il 1 gennaio 1930 dove aveva compiuto i primi studi sino alla quarta elementare presso la scuola italiana della capitale egiziana, aveva ultimato gli studi elementari e quelli medi in Italia, esattamente a Napoli, dove si era trasferito con la madre e la nonna materna pochi giorni prima della dichiarazione di guerra.
Già nel corso di quel viaggio dovette sperimentare la durissima realtà della guerra e per una breve prigionia nella base navale della Valletta e per bombardamenti ad opera della stessa aviazione italiana e per l’approdo in Italia reso possibile solo da uno scambio di prigionieri avvenuto all’ultimo momento, fra il 10 ed il 14 giugno 1940.
Ma il soggiorno napoletano non ebbe lunga durata, giacché nel marzo del 1943 il giovanissimo Capitani dovette lasciare Napoli per sfuggire ai continui bombardamenti aerei e spostarsi con i suoi familiari a Zogno, in provincia di Bergamo, sede in cui tuttavia le sue vicissitudini si complicarono ulteriormente perché i bombardamenti alleati che avanzavano in Italia si rivolgevano con maggiore intensità al Nord e perché la frequenza della terza media e della quarta ginnasiale presso il Liceo Ginnasio Paolo Sarpi, metteva a repentaglio la sua stessa vita per l’occupazione tedesca del Nord e per i frequenti trasferimenti in Germania di forze giovanili italiane “al servizio del lavoro”.
Finita la guerra, il ritorno a Napoli nella tarda estate del ’45 consentì al giovanissimo Capitani il completamento degli studi ginnasiali presso l’Istituto Umberto I, mentre il rientro in Egitto l’anno successivo, ossia nel 1946, pur in un contesto di dissoluzione del nucleo familiare, permise al giovane il compimento degli studi liceali presso la riaperta scuola italiana del Cairo.
Si riapriva così, non senza contrasti, la via verso l’Università. L’iscrizione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (corso di laurea in Filosofia) comportò il trasferimento del giovane Capitani a Roma dove dovette dividere il suo alloggio, una sola stanza, con un cugino laureando in Medicina. Ma a dispetto delle varie difficoltà, gli studi universitari furono segnati da costante successo anche grazie all’incontro con maestri di altissimo valore quali Carlo Antoni, Bruno Nardi, Federico Chabod, Raffaello Morghen, Natalino Sapegno.
Dopo il passaggio dal corso di laurea in Filosofia al corso di laurea in Lettere, Ovidio Capitani conseguì la laurea nel novembre del 1954, con la votazione di centodieci e lode per un lavoro di tesi in Storia medievale su Berengario di Tours, discusso con il prof. Morghen quale relatore e con i professori A. Pincherle e B. Nardi come correlatori. Il conseguimento della laurea ovviamente apriva la strada a nuove esperienze segnate sempre tuttavia da non poche difficoltà. È opportuno, ad ogni buon conto, tener presente che né tra- vagli, né timori, né ristrettezze e spostamenti avevano determinato, e non lo avrebbero fatto neanche in seguito, alcun cedimento della volontà del giovane Capitani di proseguire gli studi, giacché essi costituivano allora, come in tutti gli anni successivi della sua esistenza, il valore preminente nell’ambito di una esperienza di vita inquietante e, per più aspetti, drammatica.
Si intuisce facilmente a questo punto il nesso ovvio e naturale tra esperienza di vita quotidiana e ricerca storica di Ovidio Capitani, ricerca finalizzata non a caso al costante perseguimento di un contesto finalmente stabile e in qualche modo appagante.
È come dire insomma che l’incessante impegno profuso da Ovidio Capitani in tutti i suoi lavori, ha sicuramente una radice psicologica da ricercare, credo, nel preambolo esistenziale appena ricordato.

MARIA CONSIGLIA DE MATTEIS e BERARDO PIO, Introduzione  a ORIENTAMENTI E TEMATICHE DELLA STORIOGRAFIA DI OVIDIO CAPITANI, Atti del Convegno di studio Bologna, 15-17 marzo 2013

Bibl.: Numerose testimonianze e puntualizzazioni biografiche si trovano nel volume dedicato all’E. di Aracoeli, periodico della famiglia Ermini, IV (1981), 3, e nell’Università, periodico di informazione dell’Ateneo di Perugia, I (1983), 7, nonché il Ricordo di G.E., nella giornata inaugurale del Centro di studi internazionali, Ferentino, 10 marzo 1988, Roma s. d., in cui è da segnalare D. Segoloni, G. E.: il messaggio dei suoi scritti e delle sue opere, p. 210. Negli Atti del Convegno di studi in onore di G. E. (Perugia, 30-31ott. 1976), pubblicati dagli Annali della facoltàdi giurisprudenza di Perugia, n. s., VI (1981), i contributi di G. Astuti, Ilcontributo di G. E. agli studi di diritto comune, pp. 3-23; G. Arnaldi, G. E. e lo Studium generale, pp. 27-33; G. Cassandro, La genesi del diritto comune, pp. 53-91; si veda inoltre Atti e doc. della DC, 1943-1967, a cura di A. Da Milano, I-II, Roma 1968, ad Indices; F. Froio, Università e classe politica, Milano 1968, passim; A. Spirito, G. E., un grande rettore, in Rivista di biologia della università di Perugia, XXIV (1981), 3, pp. 275 ss.; C. Dozza, Commemor. di G. E., in Annuario dell’Univ. degli studi di Perugia, 1981-1982, pp. XXXIII-LXVI; G. Moschetti, G. E. (1900-1981), in Riv. di studi romani, XXX (1982), 2, pp. 239 s.; R. Morghen, Ricordo di G. E., in Boll. dell’Ist. storico ital. per il Medio Evo e Archivio muratoriano, XC (1982-83), pp. 355-360; C. G. Mor, Ricordo di G. E., in Gli Slavi occidentali e meridionali nell’Alto Medio Evo. Settimane di studio del Centro ital. di studi sull’Alto Medio Evo (15-21 apr. 1982), XV-X, 1, Spoleto 1983, pp. 51-57; T. Codignola, Per una scuola di libertà. Scritti di politica educativa (1947-1981), Firenze 1987, ad Indicem.

di Mirella Mombelli – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 43 (1993)

Il CISAM consiglia

Ovidio Capitani – Giuseppe Sergi, Ricordo di due maestri. Giovanni Tabacco e Cinzio Violante nella medievistica europea, Spoleto 2004, pp. VIII-64.

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