|
Download Contents
Ricordare Vito Fumagalli, per coloro che ne furono allievi e
amici, non vuol dire abbandonarsi al gioco affettuoso e doloroso
della memoria personale ma mettere a frutto il suo insegnamento
che sentiamo vitale e fertile, non solo perché quotidianamente
ispira il nostro lavoro di ricerca, ma perché attorno a noi ne scorgiamo
di continuo le tracce, negli interessi e nelle prospettive anche
di colleghi che non hanno avuto la fortuna di frequentarlo assiduamente
e neppure, se più giovani, conoscerlo di persona. Nel
2007, accingendoci a organizzare un colloquio per ricordare i dieci
anni dalla scomparsa del maestro, noi suoi allievi bolognesi non
abbiamo dunque insistito sulle corde soggettive e individuali della
ricorrenza, ma abbiamo piuttosto cercato di impostare una riflessione
complessiva sull’opera di Vito Fumagalli e su quanto essa
abbia pesato nell’orientare (anche in senso critico) il successivo dibattito
storiografico. Studiosi italiani e stranieri, di varia formazione
e di generazioni diverse, sono stati invitati a fare il punto su
temi che a Fumagalli stavano a cuore e che tuttora conservano un
posto di rilievo tra gli interessi della comunità scientifica, che in
tal modo, direttamente o indirettamente, mantiene o istituisce
con lui un fervido rapporto intellettuale.
I temi che abbiamo individuato sono quattro, fra loro diversi
ma strettamente integrati, e ci è parso suggestivo evocarli facendo
ricorso a espressioni tratte dalla bibliografia fumagalliana. Terra e
società (titolo di un fortunato volume pubblicato nel 1974 e poi
nel 1976) è quasi un’endiadi, a significare la profonda dimensione
‘territoriale’ della prospettiva storiografica di Fumagalli: egli non
intese mai gli uomini, individualmente e collettivamente intesi, se
non nel rapporto fondante e determinante con i luoghi in cui vissero,
con la terra che calpestarono e della quale si alimentarono,
fisicamente e spiritualmente. La storia agraria quindi, di cui Fumagalli
fu maestro e, in Italia, iniziatore, non è aspetto minore o
particolare di una storia più ampia e ‘generale’, ma premessa e
condizione di questa, così come la vicinanza di campi o di boschi
non è aspetto occasionale del vivere, ma sostanziale e condizionante.
La pietra viva (il titolo è del 1988) significa ancora l’attenzione
agli aspetti materiali e fisici del vivere: la simbiosi non solo
con i boschi e le campagne ma con quei luoghi straordinari dell’artificio
umano che sono le città. Luoghi che segnano le continuità
e le discontinuità della storia, luoghi che affascinano ma anche
spaventano chi, come Fumagalli, non riusciva a nascondere la
sua diffidenza per tutto ciò che spezza gli equilibri ‘naturali’ del
mondo. Con Il Regno italico (un titolo del 1978) l’attenzione si
sposta dalle forme ambientali e insediative a quelle istituzionali e
politiche. Ma basta rileggere quel libro per accorgersi come questi
temi restino strettamente legati, perché nell’ottica fumagalliana
non esistono strutture di potere e di governo che non abbiano
quotidianamente a confrontarsi con la dimensione fisica dei luoghi
e dei paesaggi. Considerare contestualmente queste realtà è un
modo per capirle meglio tutte, per allargare lo sguardo e pensare a
una storia che non può non essere totale (ciò che ci sembra importante
ribadire oggi, in tempi di eccessiva parcellizzazione e
specializzazione delle competenze storiografiche). Atteggiamenti
mentali e stili di vita (titolo di un saggio del 1988) richiama ancora
l’attenzione di Fumagalli al vissuto quotidiano, stavolta con una
accentuazione del dato individuale, di quella ‘ricerca della persona’
che nei suoi interessi non si limitò alla collocazione sociale degli
uomini ma volle indagare più a fondo, cercando di entrare nel
cervello e nel cuore delle persone. Obiettivo certo ambizioso, impossibile
a giudizio di molti: ma fu questa passione per l’uomo,
per l’uomo vivo, fatto di sangue e di pensieri, a rendere viva la
storiografia di Vito Fumagalli e a conservarla, ancora oggi, vivissima.
Anche per questo ci piacque organizzare il colloquio del 2007,
di cui si presentano qui i materiali, attorno al 15 giugno cioè al
giorno di nascita del nostro maestro: come a dire che il suo essere
esistito è per noi sicuramente più importante del fatto di non esserci
più.
Introduce il volume una piccola sezione biografica, che mette
a fuoco i principali momenti della vita personale e professionale di
Vito Fumagalli.
ISBN 978-88-7988-426-6
|